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Ci conosciamo? Foto del profilo e visibilità.

 

Reduce dalla Social Media Week di Milano e da una serie di incontri a ritmo serratissimo ed entusiasmante, non posso far altro che confermare ciò che ho dichiarato nell’intervista che mi ha rivolto Daniele Tarenzi di CheStorie e cioè che quello che più mi è rimasto impresso di questa esperienza sono le persone, l’aver incontrato dal vivo tante entità che fino a quel momento erano solo conoscenze virtuali, parole lette nei post e in chat o nella migliore delle ipotesi chiacchierate in videocall.

Un bel malloppo di queste conoscenze deriva da una community molto speciale che si chiama #socialgnock, che si riunisce quotidianamente in un vivacissimo gruppo facebook e che sfrutta le occasioni di formazione per fare comunella ed incontrarsi a pranzo o cena. Ci si dà appuntamento da qualche parte, ci si presenta con un accessorio fucsia e ci si incontra. Facile no?

Quindi, come da copione: appuntamento per la SMW martedì a pranzo.

Con Lisa e Viola arriviamo  quando già c’è qualche gruppetto in sosta davanti al locale e, accessorio fucsia o no, lo capisci dall’atteggiamento interrogativo che le persone si stanno aspettando, si guardano intorno con lo smartphone in mano cercando cenni di conferma dalle persone in attesa…

Faccio un rapido riepilogo di chi dovrebbe esserci e chi no ma, a parte pochissime persone, non riesco a riconoscere le mie compagne di chiacchiere. Non sono molto fisionomista, chi mi conosce lo sa e mi perdono anche, però poi, nel momento in cui una bella ragazza castana mi viene incontro con sguardo aperto e fiducioso e le braccia aperte dicendomi “ciaoooo Danielaaaaaaa!” e io non ho la più pallida idea di chi sia… ecco… datemi una vanga che mi sotterro da sola e la finisco qui.

E si fosse limitata a questo! Macchè, in 15 secondi netti mi aggiorna sull’ultimo discorso che abbiamo fatto (credo), riprende una conversazione interrotta e mi dà la netta, nettissima sensazione che virtualmente ci conosciamo bene. Cioè: io la conversazione me la ricordo eccome, e mi ricordo anche con chi stavo parlando ma non mi sembra proprio lei! Se ripeto “non sono fisionomista” all’infinito vale come giustificazione?

E invece devo sfoderare la mia più contrita espressione per dire “tu sei…” e sperare che Dio me la mandi buona e la #socialgnock di turno risponda di getto prima di pensare che per non riconoscerla fino a quel punto devo proprio non averle mai dato retta (che, giuro, non è così).

E adesso tu avrai pietà di me e mi dirai che capita a tutti prima o poi, ma il vero problema è che tra persone che si parlano quasi tutti i giorni questo non dovrebbe succedere, soprattutto se queste persone si occupano di comunicazione e se si incontrano quotidianamente su una piattaforma che si chiama facebook dove ciascuno ha una immagine del profilo a rappresentarla.

Già, perché il problema che è emerso nella prima mezz’ora e in modo prepotente è stato proprio quello della non congruenza tra la foto del profilo di facebook e la realtà.

Ok, piace a tutti far vedere il meglio si sé. Tutte vorremmo avere photoshop direttamente incorporato sottopelle e proporci in modo perfetto, senza rughe, senza doppi menti, ci piacerebbe sfoggiare pelli levigate, capelli lucidi e corposi nella vita prima che nelle foto, ma tutte sappiamo benissimo che non è possibile: il brufolo è sempre in agguato, la pioggia e la nebbia non aiutano la messa in piega e l’età non è proprio la migliore alleata della pelle.

Ma su questo facebook benedetto una foto ce la devi pur mettere, e mica puoi passare per la vecchia racchia scassata… anche questo è Personal Branding!

Quindi? Che si fa? Facile!

Vai a cercare la foto più carina che hai anche se risale al Medioevo, oppure ci metti quella dove il vento ti ha scompigliato i capelli e ti coprono il viso per metà, oppure quella simpatica col cappello calato sugli occhi, o ancora… ecco sì… quella fatta di sera quando c’era quasi buio, molto fascinosa…

Risultato? Fino a che le relazioni si tengono sul web può anche funzionare, ma appena te ne esci e perori la causa degli abbracci e dello spritz sei finita.

Cosa ti può capitare?

  • Nessuno ti riconoscerà
  • I commenti saranno pessimi, roba tipo “me l’aspettavo più giovane” “…più magra” “… più bella” o nella migliore delle ipotesi “me l’aspettavo diversa”
  • Il tuo personal branding non ne gioverà affatto

Il primo punto già di suo è terribile perché non c’è cosa più brutta – durante le occasioni di incontro – di passare inosservati, il secondo ti ammazza proprio se per sbaglio lo senti pronunciare anche a bassa voce, il terzo ti dà la mazzata finale perché dopo aver trascorso mesi a renderti visibile e a lottare con il Klout ti rendi conto in un solo attimo che è un castello di carte quello che hai costruito, e che cadrà al primo alito di vento. Eh sì! Perché una volta che il tuo network avrà rilevato che ciò che dici e che mostri non è veritiero, non si fiderà più, e a quel punto son dolori!

Ecco, è qui che vorrei arrivare: a farti capire che non otterrai un punteggio più alto perché avrai una foto del profilo dove somigli a Charlize Theron, oppure una cosa indistinguibile che non consenta di capire chi sei (fidati: il mistero funziona fino a mezzogiorno).

E allora come deve essere questa immagine?

La foto del profilo, e non parliamo soltanto di facebook ma anche degli altri social network – dove peraltro sarebbe bene utilizzare sempre la medesima foto – e in modo particolare Linkedin, ti deve rappresentare restituendo una immagine di te il più reale possibile, quindi dovrebbe essere

  • Recente: no alle foto del matrimonio, anche se sei venuto bene, se ti sei sposato 10 anni fa
  • Di buona qualità fotografica: no alle foto fatte col telefonino a un km di distanza e poi ingrandite e sgranate a dismisura, che non è che tolgono le rughe sai!
  • Di buon senso: no alle foto di gruppo ritagliate, no alle foto in costume da bagno o con outfit improbabili (a meno che tu di mestiere tu faccia il clown o qualcosa del genere)
  • Riconoscibile: no quindi a foto di spalle, controluce e al buio
  • In primo piano: belle le foto con Piazza dei Miracoli sullo sfondo ma le terrei per altri scopi

Ora: io di fotografia non ne so veramente nulla, quindi ho pensato di chiamare in aiuto Lisa Conti  di PalestraDigitale che oltre ad essere una carissima amica è anche (e soprattutto, in questo caso) una fotografa professionista, chiedendole di darci qualche spunto per fare le cose al meglio.

Signore e signori: vi presento Lisa Conti , e la sua immagine del profilo…

 

Lisa Conti - PalestraDigitale

Lisa Conti – PalestraDigitale

La questione della foto del profilo è davvero ostica, e penso soprattutto a chi usa, come me, i social e il web in generale per lavoro (vado oltre le questioni di mero buon gusto per chi è su facebook solo per motivi ludici).
Sono d’accordo con te quando dici che è preferibile usare la stessa foto per ogni social: ti ho trovato su Linkedin ma dici cose così intelligenti che ti devo per forza seguire su Twitter… meglio facilitare questa ricerca, no? Soprattutto se hai un nome banale come il mio, l’ideale sarebbe di avere la stessa foto ovunque. E va bene cambiarla ogni tanto, forse non ogni settimana…

In primo luogo, consiglierei di seguire il principio di verità: siamo quello che siamo, inutile mentire con una foto ingannevole, e le linee dettate dal buonsenso di norma non sbagliano. L’immagine che ci ritrae dovrebbe mostrarci in ordine e coerenti con il ruolo che investiamo, l’abbigliamento curato nei toni di colore, evitando possibilmente elementi che coprono eccessivamente il viso (lasciamo perdere dunque cappelli che ci seppelliscono gli occhi e occhiali da sole scuri): cos’abbiamo da nascondere?

Un bell’esempio di questo l’ho trovato nel post “Le regine dei Social Network”: se guardiamo i visi di queste ragazze, notiamo che quasi tutte sorridono e dimostrano, dalla foto, di non aver paura di mostrarsi. Viso e sorriso aperto sarebbero le condizioni per me auspicabili, con una riserva sul sorriso (a mio avviso sopravvalutato, e questa vignetta rende in modo simpatico il concetto)

vignetta

 

Consiglierei di evitare, per definizione, le fotografie scattate in vacanza, al mare sulla spiaggia, magari in costume o con il cane: amiamo sia viaggiare e che il nostro amico a quattro zampe, ma se siamo professionisti sappiamo che la maggior parte della nostra vita è dedicata al lavoro, e chi ci vede dovrebbe capirlo in pochi secondi. Così come dovrebbe capire che vale la pena investire su di noi perché noi per primi lo facciamo, a partire dalla presentazione! Ovviamente ogni caso presenta le sue eccezioni, ma resta valida la necessità di avere un’immagine correttamente studiata e personalizzata.

Cercare di apparire come realmente siamo non significa che non dobbiamo valorizzare i nostri lati migliori e ridurre visivamente i “difetti” che ci danno un po’ fastidio (sai che per ridurre le rughe sotto il collo basta portare le orecchie in avanti? Oppure cambiare il punto di ripresa? … magari meglio con l’aiuto di un professionista, per evitare l’effetto ridicolo). Questo non è sempre semplice nel fai-da-te, e molto spesso non siamo noi o chi ci conosce nel quotidiano a vedere il nostro lato migliore: il cervello registra e ricorda, e soprattutto si abitua, e uno sguardo contaminato da anni di conoscenza è meno oggettivo rispetto a quello di chi non ha questa consuetudine.

Sempre seguendo il buonsenso, direi di evitare la moda del selfie: può essere divertente farsi un autoscatto, ma non ritengo strategico utilizzare quell’espressione finto-sorpresa per la prima immagine di noi in cui ci si imbatte. Per lo stesso motivo, non amo molto le smorfie, le linguacce (diciamo che Einstein poteva permetterselo, e i Rolling Stone’s ormai sono benvoluti dalla storia ma noi non siamo ancora a quel livello di licenza visiva), le foto con oggetti o cibo in bocca (sembra paradossale, ma ne ho incontrate parecchie!): vogliamo essere accattivanti ma allo stesso tempo dare un’immagine affidabile di noi, e coerente con il brand. Meglio un mezzo busto o un primo piano o al limite un piano americano, e che lo sfondo sia scelto con cura: neutro o comunque contestualizzato (no alla credenza a casa della nonna!).

Per me ho scelto colori minimal, sfondo bianco e accessori rosa (che richiamano il sito Foto di Sapone di una delle mie specializzazioni), pochi elementi che rendono l’immagine riconoscibile anche sul piccolo schermo delle smartphone. E no, non me la sono fatta da sola, perché noi non siamo capaci di vederci e guardarci: me l’ha fatta il mio socio, ovviamente fotografo professionista.

 

Direi che le indicazioni di Lisa sono chiarissime, voi che dite?

Volete sapere come è finita al pranzo? Quel genio di Valentina aveva portato con sé un blocco di post-it fucsia, ci abbiamo scritto i nostri nomi e ce li siamo appiccicati addosso.

Il piano B funziona sempre, si sa. Ma non sarebbe meglio, al prossimo giro, avere delle immagini profilo così cucite su di noi da risolvere il problema a monte?

E vale per tutti, proprio per tutti!

 

 

 

 

 

Buon Natale #socialgnock

Ci sono arrivata lunga quest’anno. A fare gli auguri di Natale dico.

Io ci arrivo sempre un po’ lunga ma quest’anno, ammetto, mi è scappata la mano. Mai successo che il 22 dicembre sera io fossi ancora a scrivere auguri…

Ho delle ottime scuse però. E’ stato un anno davvero impegnativo (beh, l’anno scorso era stato peggio) sempre con quella sensazione che le cose stessero per andare nel verso giusto ma che  mai partivano. Imprevisti, ritardi, cambiamenti di rotta e con essi attesa, ansia, disillusione e qualche volta lacrime.

Poi, così come per incanto, a un certo punto gli ingranaggi hanno cominciato a girare tutti insieme e tutti nel verso giusto: uno di qua, uno di là… ma tutti a far muovere la macchina in avanti, nella giusta direzione e in accelerazione costante: e il mio stato è cambiato. Fortuna? Capacità? E chi lo sa… probabilmente un po’ e un po’.

Di certo non mi sono mai fermata ad aspettare che qualcosa piovesse dal cielo e altrettanto certo è che ho avuto vicino – in modo a volte consapevole e a volte no – alcune persone che mi sono state di sostegno e di stimolo, a volte solo per uno sfogo, a volte per un consiglio, a volte solo con la loro presenza. Parlo di persone che ho incontrato in rete, di donne che ho incontrato poi solo in parte e raramente, ma che ritrovo ogni santo giorno in #socialgnock la community che è diventata casa mia. 

Quest’anno quindi vorrei dedicare gli auguri a voi che avete lasciato un segno nel vostro passaggio, citandovi in modalità random, come sono solita fare, e non per importanza. 

 

Daniela Patroncini BUON Natale

Rosa Giuffrè che con la tua semplicità disarmante e la tua serenità mi sei sempre stata di esempio di perseveranza e di equilibrio

Francesca Borghi  che sai giocare la partita al pari di un uomo ma non dimentichi di essere una donna, l’esserci mi ha fatto sentire di non essere mai sola

Viola Zaccari, Sara Stella, Camilla Serri mie compagne di risate e di lacrime, sempre pronte a raccogliermi col cucchiaino e a tirarmi su, chi fa questo nostro lavoro sa quanto ve ne sia bisogno

Cinzia di Martino che con elegantissima modestia mi hai guidato e incoraggiato nei momenti di nebbia

Laura Venturini che ti sei trasformata nel mio paracadute e non manchi mai un salvataggio

Gloria Vanni che hai creduto in me e mi hai voluto con te

Lisa Conti e Valentina Sala con voi scopro affinità ogni giorno che passa e siete come un porto sicuro

Maria Luisa Gallo che ti sei fidata ciecamente di una sensazione dandomi il tuo aiuto (grande) senza conoscermi: non ho abbastanza gratitudine da esprimere

Tutta la community #socialgnock che amo moltissimo e continuo a pensare sia un luogo senza pari dove stare, in particolare Valentina D’Amico, Lorena Di Stasi, Gabriella Crafa, Lisa Dalla Via, Valentina Tanzillo, Valentina Vellucci, Francesca Ungaro, Elisa Angelici, Anna Le Rose, Irene Ferri, Alessandra Fabriani, Marilisa Dones, Fiorella Palmieri e tutte le altre: condividere con voi problemi, vittorie, dubbi e scemate rende le mie giornate migliori

E di sicuro mi sto dimenticando qualcuno, e di sicuro un minuto dopo aver pubblicato il post mi darò una manata sulla fronte e dirò “porca miseria come ho fatto a non ricordarmi di…”. Lo so, sono fatta così. E chiedo scusa da subito.

Ma a tutte voi vanno il mio grazie e i miei auguri più sinceri. Vi auguro passione per la vostra vita, desiderio di fare bene e sempre meglio, obiettivi da raggiungere e strade da percorrere. Vi auguro di avere sempre voglia di osare, di chiedere di più, vi auguro di avere il timore e la prudenza necessari a non farvi troppo male, ma anche il coraggio di provarci. Sempre.

Vi auguro Buon Natale e una vita piena. Un abbraccio a tutte voi.

 

Daniela

 

p.s. e adesso mi gioco il gattino, che è tutto l’anno che lo tengo da parte

Buon Natale!

 

 

 

 

#saNremognock (parte 2)

 

 

 

…Perchè si scrive #saNremognock, ma si legge Saremo Gnock. Il che è tutto un programma.

Seconda parte della nostra intervista multipla (notare che a tutt’oggi noi 4 non ci siamo mai incontrate) dove ci esprimiamo su questa pazza community di #socialgnock e su quel che abbiamo combinato con Sanremo. Ti sei perso la prima parte? eccolaqui pronta da leggere, sempre su Stile Femminile. Buon divertimento!

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