Tag: netiquette

Non farlo più! (Quello che non devi fare sulla tua fan page)

Lo confesso, l’ho fatto anch’io: ho scritto un post su facebook con gli auguri di buon anno e ho taggato una marea di persone nella foto del post. Una vocina che mi diceva “non lo devi fare!” la sentivo, ma l’ho ignorata…

Merito come minimo la gogna in piazza, lo so. Proprio io che vado predicando che certe cose non si fanno, ho ceduto e mi sono comportata malissimo scatenando anche – magari – le antipatie di qualche taggato: vabbè, ho ceduto solo per gli auguri, e poi la foto era carina…  Facciamo che anziché la gogna vado a mettermi dietro la lavagna da sola, ok. Per un pochino, ma ci vado.

In realtà quella dei tag senza controllo è una delle pratiche da evitare alla grande nella gestione del social network, specialmente se utilizzata da parte di una pagina aziendale, ma non è l’unica. Si sta facendo strada in me la convinzione che molti pensino di poter fare – solo perché sono admin di una pagina – tutto quello che viene loro in mente, in qualunque modo, come fossero i padri padroni del mondo e quindi di facebook.

Di netiquette abbiamo già parlato ma penso che sia necessario farlo una volta di più e addentrarci nei meandri bui delle raccapriccianti pratiche utilizzate più spesso, per capire una volta per tutte come comportarsi e non poter più trincerarsi dietro un “ma io non lo sapevo…”.

Tra esperienza personale ed esperienze dei colleghi l’elenco è veramente lungo, e seppur paradossali ti assicuro che le pratiche che leggerai sono tutte vere, sebbene sianotutte ragione di felicità per le case farmaceutiche produttrici di antiacidi, perché ai community manager, quelli veri, l’acidità di stomaco viene eccome a vedere quotidianamente queste aberrazioni.

Così ho pensato che un post sul NON fare, anziché sul fare potesse essere più esplicativo, ed eccolo qui: le cose che NON devi fare su facebook se hai un esercizio commerciale. Ci sono peccati capitali e peccati veniali, lascio a te il gioco di capire quali sono…

 

Non hai una pagina ma un profilo

Ne parla il web da secoli ormai, ne argomentano i social media manager in ogni lingua, te l’ho spiegato anch’io in uno dei primi post e ancora vuoi ostinarti a mantenere un profilo al posto della pagina (ti prego, non voglio nemmeno sapere il perché) sei liberissimo di farlo, ma quando facebook te lo chiuderà – e lo farà, stanne certo –  vai a lamentarti da qualcun altro perché da me riceverai il trattamento che mi riservava mia madre quando mi lamentavo di un rimprovero di un insegnante se non avevo studiato: “Daniela: incassa e stai zitta o ti finisco io”.

Hai comprato una parte dei tuoi fan

Sarei curiosa di sapere cosa stavi pensando mentre partorivi questo colpo di genio. Pensavi di far colpo sugli utenti mostrando un numero elevato di fan? Non mi risulta che ci sia una relazione tra lo stupore dei naviganti e quello della generazione di lead, ma magari tu riuscirai a smentirmi. Oppure avevi bisogno di una botta di autostima? In caso conosco degli ottimi counselor, e psicologi, e anche psichiatri al bisogno. Basta chiedere. Se hai capito che  una pagina facebook serve a creare interazione, conversazione, a far sentire il cliente parte attiva della creazione di valore del tuo brand, non ci sarà bisogno di avere al seguito una moltitudine spalmata su scala mondiale, ma sarà più opportuno avere un numero di seguaci più esiguo ma veramente interessato, targettizzato e geolocalizzato.

Trascuri la fan page

Eh eh, non si fa, lo sai. Prova a metterti nei panni dei tuoi fan, di chi ti segue e si aspetta qualcosa da te… Come ti sentiresti se all’improvviso non ci fossero più aggiornamenti? Ti sentiresti trascurato e abbandonato, non credi? Non pensi che perderesti la fiducia in colui in cui l’hai riposta? Il rischio è di perdere i fan per strada (togliere un like è un attimo) e, ancor peggio, che questi si mettano a parlar male di te e generino un sentiment negativo attorno al tuo brand. La costanza è faticosa? Si, ne abbiamo già parlato, e qui ti ho anche spiegato come fare a eludere il problema, ma in prima battuta sei tu che devi esserci con la testa, esattamente come sei durante la giornata di lavoro nel tuo esercizio, non un momento sì e uno no, indipendentemente dalle altre tue occupazioni.

Non rispondi ai commenti o li cancelli

Questo potrebbe inserirsi nel peccato a monte perché è comunque una forma di trascuratezza: i tuoi fan ti parlano, quindi interagiscono con te dandoti la possibilità di conoscere i loro gusti, le loro esigenze e le loro problematiche, informazioni utilissime per il tuo brand, e tu che fai? Non rispondi. Mia mamma, ferrea paladina della buona educazione (e strenua sostenitrice delle vie brevi), mi avrebbe sculacciato. Io ti dico: fermati a riflettere.  Vogliamo aggiungere che magari hai ricevuto un commento negativo e per far prima lo hai cancellato? Fantastico! Hai perso la migliore occasione di confronto e di crescita. I commenti non si cancellano MAI, salvo insulti, ingiurie o minacce per i quali esiste un organo competente, ma si utilizzano per uno scambio di opinioni che può essere molto più costruttivo di tante lodi.

Ti infiammi in fretta.

E’ vero, a volta certi commenti fanno scappare la pazienza a un santo. A me lo dici? Ma l’aplomb nella gestione della crisi fa la differenza: mantieni un tone of voice fermo ma rispettoso, NON alzare MAI la voce, non mostrarti spazientito o indispettito. Sii personale ma equilibrato, cortesemente fermo, non consentire alla rabbia di renderti cieco e sordo. Inoltre sii sensibile alle giornate particolari come in caso di commemorazioni o lutti nazionali: sii rispettoso e rivedi la tua programmazione. Meglio tacere che passare per superficiali irriverenti.

Utilizzi la pagina come fosse il tuo profilo

La pagina rappresenta il tuo brand: il tuo negozio, il tuo ristoranteLa pagina non sei tu, per te c’è il profilo personale. Foto di famiglia, opinioni personali, orientamenti religiosi, politici, sessuali sono tuoi, non della pagina, non è quello il luogo dove manifestarli (e magari cerca di essere equilibrato anche sul tuo profilo, male non ti farà): sulla pagina si parla di lavoro. Foto? Si, ma di prodotti, di luoghi, di persone che ruotano attorno all’azienda. Opinioni? Vision e mission, e considerazioni che abbiano a che vedere con il settore di pertinenza. Il tuo ego lascialo fuori, trovagli un posticino comodo e coltivatelo come preferisci, ma fuori dalla fan page.

Scrivi un post e lo replichi tale e quale su tutti i social network del globo terracqueo

Hai la tua pagina facebook? Sei lì con la testa? Restaci! Ogni social network non ha solo le sue regole, ma anche il suo stile, le sue modalità di espressione e di struttura di comunicazione, ognuno è diverso perché ha scopi diversi: lo stesso post non può andar bene per tutto. Un esempio? Talvolta puoi usare la carta igienica per soffiarti il naso, ma per quello scopo esistono i fazzoletti, la carta igienica è destinata ad altro. Si può fare una volta, ma non sempre, o passerai per un incapace poco presente e niente affatto propositivo.

Crei un evento nella tua città ed inviti persone a mille km di distanza

Ne hai mai ricevuto uno? Di inviti a mille km di distanza intendo. Immagino di si. Fammi indovinare:

  • l’hai ignorato
  • hai cliccato su Non parteciperò
  • hai scritto sulla bacheca “sarò con voi col cuore”

In qualunque caso il risultato è il medesimo: l’inutilità totale del messaggio e la stizza di chi lo riceve, che ne sarebbe anche interessato ma che inevitabilmente non può partecipare.

Parli solo ed esclusivamente di te

Vogliamo riparlare di quanto danno fa risultare noiosi? Lo abbiamo già fatto qui ma vorrei aggiungere di non confondere la promozione con l’autocelebrazione, e che non c’è miglior promozione che ottenere la stima delle persone che, per chiudere il cerchio, non te la attribuiranno se parli monotonamente solo di te.

Pubblichi hashtag come se non ci fosse un domani

La forza degli hashtag su facebook  non è certo quella che hanno su twitter, dove gli utenti li utilizzano con frequenza assidua da sempre, ma cominciano a farsi strada anche sulla piattaforma blu. Questo non significa che devi sentirti legittimato a inventare hashtag e a utilizzarli in modo improprio, tipo scrivere una frase intera tutta per hastagh o a dare libero sfogo alla tua creatività costruendone di improbabili. Cerca in rete se quello che hai in mente esiste già o no, e prima di lanciarne uno nuovo rifletti sulle sue possibilità di vita e di sviluppo

Metti Mi Piace ai tuoi post e alle tue foto.

Questa è proprio da bacchettata sulle mani. Dirsi mi piace da soli è la pratica più miserabile che ci sia. Credo che non meriti nemmeno una spiegazione. Non farlo se non vuoi renderti ridicolo.

Inviti cani e porci a mettere Mi Piace alla pagina

Avere un buon numero di fan è importante, ma come abbiamo detto e ripetuto fino allo sfinimento, non si vince nulla se il numero è più alto o più basso. Quando inviti gli amici a cliccare sul pulsantino Like pensa a chi lo stai chiedendo: hanno realmente un interesse alla pagina? Questo interesse li porterà ad interagire con essa e quindi con te? Se la risposta è no, risparmiati la fatica.

And last but not least: tagghi millemila persone nei post

Va bene, per una volta sei legittimato ad apostrofarmi con un “senti da che pulpito viene la predica!” L’ho fatto anch’io, come dicevo all’inizio, ma l’ho fatto una sola volta (forse due). E’ invadente e da fastidio: al povero taggato si inonda la bacheca di commenti, viene travolto dalle notifiche, si scoccia e alla fine non legge neanche più. Meglio un bel messaggio privato o se si è in confidenza un post in bacheca, ma i tag multipli no, rinucia!

Allora dimmi: tra le cose elencate in quali sei caduto almeno una volta? Sii onesto però, perché in reltà io non voglio sapere la risposta, ma se la darai a te stesso non potrà che giovare alla gestione della tua fa page.

E quindi adesso ripeti con me: non lo faccio più, promesso!

Invece sai cosa mi piacerebbe sapere davvero? Vorrei che tu mi dicessi, qui nei commenti, cosa ti piacerebbe (o che avresti bisogno di) approfondire, quale tematica o problema, di cosa vorresti che ti parlassi ancora o ex novo.

Me lo dici?

Visita l’archivio dei post

Seguimi su Facebook

Seguimi su Twitter

Accerchiami su Google+

Seguimi su Linkedin

#adotta1blogger

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Privacy Policy

Copyright ® Daniela Patroncini - 2018 - Piva 02649220353 - Privacy Policy - Cookie Policy