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Chi ha paura del nuovo algoritmo di Facebook?

Algoritmo nuovo in avvicinamento! Algoritmo nuovo in avvicinamento!

Mi sembra di sentir urlare le sirene degli allarmi…

 

E io che sono la spaccabiglie della compagnia, quella che ha sempre qualcosa da ridire, quella nata pronta a dichiarare guerra a chi mi sposta dalla mia zona di comfort, per una volta – non so perchè – mi viene da andare controcorrente. Continue reading Chi ha paura del nuovo algoritmo di Facebook?

Facebook non ti basta. Un blog ce l’hai?


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Durante questi mesi in cui mi hai seguito (bacio accademico non foss’altro per la costanza) ti ho parlato di come promuovere una attività commerciale attraverso una pagina facebook: una scelta facile da fare, vuoi perché facebook è il più diffuso social network al mondo, vuoi perché la sua gestione è abbastanza intuitiva, vuoi perché tu ci sei già a raccontare di te e a condividere la tua vita con gli altri. Da lì a là il passo è breve.

Hai sicuramente fatto un buon lavoro e mi auguro di non essere l’unica a dirtelo, spero che i tuoi clienti se ne siano accorti e che il social network blu ti stia restituendo l’impegno che gli hai dedicato.

Ma facebook non è l’unico veicolo che hai a disposizione per la tua presenza in rete. Lo sai vero? Ci sono altri Social Network che sarebbe opportuno conoscere e utilizzare ma sempre a patto di scegliere quelli giusti per il tuo business, non è vero infatti che si debba essere sempre dappertutto come il prezzemolo, è vero invece che ogni social ha le sue caratteristiche in base alle quali si può effettuare una scelta e strutturare una strategia.

Ci sono invece un paio di attività che dovrebbero essere prese in considerazione (quasi) sempre e comunque, dico quasi perché voglio riservarmi il beneficio del dubbio, ma posso assicurarti che sono due pratiche indispensabili per consolidare e migliorare il tuo brand: sto parlando del Blog e dell’Email Marketing.

Rimando il discorso sull’Email Marketing a un prossimo articolo perché vorrei concentrarmi su quello che, già all’inizio di questo percorso che stiamo affrontando insieme, ti dicevo essere la punta di diamante di una attività di networking, qualcosa di davvero importante, molto più di una pagina facebook.

Blog o Sito Internet?

A scanso di equivoci ti dico subito che non starò a spiegarti le differenze tecniche tra i due o come si fa a costruirne uno piuttosto che l’altro: per questo ci sono dei bellissimi articoli in rete e dei bravissimi professionisti disposti a darti tutti i dettagli del caso. Cercherò invece di darti un’idea di cosa significhi creare, gestire e avere cura di entrambi e cosa possono portare a te e alla tua attività.

“Perché dovrei avere un sito? – ti chiederai ora – e un blog? Addirittura un blog?”

Dovresti avere un sito internet per la stessa ragione per cui dovresti avere una casa: quello spazio che non solo racchiude le cose che ti appartengono, ma che parla di te attraverso lo stile, i colori, la forma e le parole. Immagini, testi e suggestioni sapranno esprimere l’essenza e la forza del tuo brand e saranno lì, sempre allo stesso posto, rintracciabili ogni volta che un utente lo vorrà, diversamente da un social network dove le notizie scorrono nel newsfeed a velocità più o meno elevata, rendendosi coì talvolta irrintracciabili.

Quello spazio sarà tuo e solo tuo, sempre, realizzato a tua immagine secondo i tuoi gusti e le tue necessità, non dipenderà dagli umori (e le scelte) di altri e quindi sarà la tua base stabile di operatività.

Un sito internet cosa contiene? Beh, dipende cosa e quanto vuoi esprimere della tua attività, operativamente parlando la cosa migliore da fare è creare una mappa del sito, dove di certo non potranno mancare

  • Chi siamo con la descrizione della azienda, il racconto della sua storia e la presentazione dei membri che la compongono e la dirigono. Un modo molto apprezzato per mostrare il suo lato umano che – come ormai avrai capito – è un aspetto che piace a chi legge perché soddisfa il bisogno di informazioni ma anche la curiosità, è utilizzare foto e bio del team di lavoro, che avvicinano il lettore alla realtà di cui si sta interessando
  • Cosa facciamo con la descrizione della attività aziendale. Da qui possono partire una serie di categorie e sottocategorie su servizi e/o prodotti ma non farla troppo complicata: a meno che si tratti di un sito di e-commerce per il quale invece il dettaglio è fondamentale, sii breve, chiaro ed esaustivo al contempo: non c’è bisogno di scrivere un romanzo col rischio di annoiare i lettori
  • Dove siamo e cioè fatti trovare e fallo chiaramente. Non costringere il tuo lettore ad attivarsi per una caccia al tesoro per capire dove sei
  • Contatti: dai la possibilità ai tuoi lettori di mettersi in contatto con la tua azienda nel modo più semplice e diretto possibile, definendo possibilmente le aree e le persone che se ne occupano (amministrazione, risorse umane, produzione, commerciale…) con mail e numeri di telefono. Puoi anche decidere di usare un form di contatto ma l’importante è che poi questa richiesta venga letta dalla persona giusta. Capito?
  • Blog

Tecnicamente fai sì che il tuo sito sia responsive, cioè che venga visualizzato su qualsiasi device senza bisogno di scorrere la schermata avanti e indietro per leggere, e che contenga i pulsanti di share, quelli che servono alla condivisione con i social network, quelli che favoriranno la condivisione dei contenuti e quindi la diffusione del tuo marchio.

Questa è la base, ma proprio la base-base di un sito, insomma il minimo sindacale! Come detto prima non mi dilungherò sui dettagli tecnici perché mi interessa arrivare altrove, però ti lascio una infografica tratta da WebHouse – I professionisti del web dove troverai tutte le info del caso

WebHouse.it | 26 cose da ricordarsi prima di realizzare un sito web

WebHouse.it | 26 cose da ricordarsi prima di realizzare un sito web

 

E adesso parliamo un po’ di questo blog che dovresti avere.

Una utilissima caratteristica del blog è di poter essere parte integrante del tuo sito internet e allo stesso tempo di brillare di luce propria, è una parte che completa il sito ma che è in continua evoluzione e aggiorna i tuoi lettori su argomenti e tematiche diverse ma sempre inserenti al tuo brand.

Puoi scrivere articoli tuoi o ospitarne di scritti da colleghi, puoi riportare notizie o crearne di tue, l’importante è non copiare MAI articoli che trovi in rete. Etica a parte (e basterebbe quella) devi sapere che Google non riconosce la copia come onorevole alla maniera orientale, e non gradisce affatto rinvenire post e pagine scopiazzati pari pari, tanto da penalizzare il sito (che ha copiato) nel motore di ricerca. E non è cosa da poco visto che stiamo parlando del signor G.

Il blog è una grande opportunità per creare il fulcro della tua comunicazione perché attraverso di lui potrai alimentare i tuoi canali social che amplificheranno il messaggio e lo diffonderanno in modo virale: ma quali sono i punti chiave da tenere presenti?

I Contenuti

Scegli con cura i tuoi argomenti, dividili in categorie e crea i contenuti da diffondere. Puoi parlare dei tuoi prodotti o servizi, delle novità che propone il mercato e come la tua azienda si interfaccia con le sue esigenze, puoi raccontare episodi della vita aziendale, eventi realizzati o a cui hai partecipato… racconta! Racconta la tua attività e cattura l’attenzione dei lettori.

Lo Stile

Usa uno stile di scrittura leggero, non troppo forbito ma preciso e dettagliato, sii attraente e soprattutto scrivi in un italiano perfetto! Attento all’ortografia, alla grammatica e alla sintassi: stai scrivendo come “rappresentante” del brand, dell’azienda, dell’attività e non puoi permetterti errori. Se non lo sai fare rivolgiti a qualcuno che lo faccia per te (o fatti correggere le bozze).

I tempi

Pubblica con costanza e regolarità. Ti consiglio di non partire subito in quarta… l’entusiasmo non è un amico fedele! Il rischio è di stancarsi, di essere un po’ delusi da un riscontro non proprio consono a quello che ci si immaginava (e capita sai, altrochè se capita) e di lasciarsi andare alla pigrizia pensando che “tanto non se ne accorgerà nessuno”.  Preparati, perché i risultati di un blog si hanno solo a lungo termine e anche se le visite inizialmente non saranno elevatissime non cedere perché poi i risultati arriveranno, ma solo se sarai costante e coerente.

…e tecnicamente:

I Commenti

Consenti ai lettori di commentare i tuoi articoli, è la cosa migliore per creare legami e quindi interazioni: qui potrai trovare informazioni interessantissime per valutare il gradimento dei prodotti e l’affezione degli utenti. Utilizza anche facebook e g+ come strumenti di commento, diventa più facile da parte di chi commenta – non dovendo inserire dati –  e molto utile per te che troverai automaticamente condivisi sulle varie bacheche i tuoi articoli

I pulsanti di share

Come già detto sono fondamentali per rendere virali i tuoi post, e siccome lo scopo è quello di farli leggere al maggior numero di persone, cosa c’è di meglio dei social network? Pensa a che bel giro virtuoso che si sta creando: chi legge il blog e lo trova interessante lo condivide, qualcun altro lo trova sui social network e lo legge andando dritto sul sito dove può trovare informazioni e stimoli ad approfondire, commentando ed esprimendo il proprio parere, cosa alla quale tu puoi rispondere e intessere relazioni…

Il modulo di iscrizione alla newsletter

Un altro sistema per diffondere i tuoi articoli e quindi promuovere le tue attività è la newsletter: una mail che viene inviata massivamente attraverso piattaforme dedicate e che serve a diversi scopi, tra cui informare. E’ quella che chi si è iscritto alla mia riceve ogni martedì. Approfondiremo l’argomento in un altro contesto ma intanto prendi per buono il fatto che questo sia un ottimo strumento da utilizzare, a  patto che tu abbia un database a cui inviare la newsletter. Per costruirlo è possibile inserire nel blog un box per iscriversi e riceverla quindi con regolarità.

Analytics

Uno strumento che Google ci mette a disposizione gratuitamente per analizzare i dati del nostro blog, per comprendere il comportamento degli utenti una volta entrati nel sito e per darci moltissime indicazioni utili.

Inutile che ti dica che anche qui il fai da te non è consigliato se non sei un pochino nerd o se perlomeno non sei già di tuo un po’ smanettone:  dipende sempre a che risultato punti, sta di fatto che l’avere o il non avere un blog fa una bella differenza e la dice anche lunga su quanto tu e la tua attività siate social oriented.

Non è sufficiente, dovrebbe essere chiaro ormai, mettere quattro gattini su facebook con una bella CTA e dire che hai una attività sui social, ma è necessario comprendere che solo la definizione di una strategia di comunicazione e di marketing, integrata e spalmata sui vari strumenti che hai a disposizione (e sono tanti, e sono a basso costo) potrà diventare efficace, a condizione di saperla pianificare, organizzare e realizzare.

Ecco, mi hai scoperto, sono una vera fan del blog, credo che sia il luogo migliore in assoluto dove coltivare il proprio personal branding.

Vuoi provare? Sei deciso? Ti lascio un po’ di tempo per pensarci (ma non troppo), e se vorrai aprire un blog ti darò una mano. As usual!

Tu pensaci…

 

 

Ti sei perso qualche post di #smm4shop? 

Niente paura: tutti qui, tutti in fila per te.

 

 

 

 

 

Non farlo più! (Quello che non devi fare sulla tua fan page)

Lo confesso, l’ho fatto anch’io: ho scritto un post su facebook con gli auguri di buon anno e ho taggato una marea di persone nella foto del post. Una vocina che mi diceva “non lo devi fare!” la sentivo, ma l’ho ignorata…

Merito come minimo la gogna in piazza, lo so. Proprio io che vado predicando che certe cose non si fanno, ho ceduto e mi sono comportata malissimo scatenando anche – magari – le antipatie di qualche taggato: vabbè, ho ceduto solo per gli auguri, e poi la foto era carina…  Facciamo che anziché la gogna vado a mettermi dietro la lavagna da sola, ok. Per un pochino, ma ci vado.

In realtà quella dei tag senza controllo è una delle pratiche da evitare alla grande nella gestione del social network, specialmente se utilizzata da parte di una pagina aziendale, ma non è l’unica. Si sta facendo strada in me la convinzione che molti pensino di poter fare – solo perché sono admin di una pagina – tutto quello che viene loro in mente, in qualunque modo, come fossero i padri padroni del mondo e quindi di facebook.

Di netiquette abbiamo già parlato ma penso che sia necessario farlo una volta di più e addentrarci nei meandri bui delle raccapriccianti pratiche utilizzate più spesso, per capire una volta per tutte come comportarsi e non poter più trincerarsi dietro un “ma io non lo sapevo…”.

Tra esperienza personale ed esperienze dei colleghi l’elenco è veramente lungo, e seppur paradossali ti assicuro che le pratiche che leggerai sono tutte vere, sebbene sianotutte ragione di felicità per le case farmaceutiche produttrici di antiacidi, perché ai community manager, quelli veri, l’acidità di stomaco viene eccome a vedere quotidianamente queste aberrazioni.

Così ho pensato che un post sul NON fare, anziché sul fare potesse essere più esplicativo, ed eccolo qui: le cose che NON devi fare su facebook se hai un esercizio commerciale. Ci sono peccati capitali e peccati veniali, lascio a te il gioco di capire quali sono…

 

Non hai una pagina ma un profilo

Ne parla il web da secoli ormai, ne argomentano i social media manager in ogni lingua, te l’ho spiegato anch’io in uno dei primi post e ancora vuoi ostinarti a mantenere un profilo al posto della pagina (ti prego, non voglio nemmeno sapere il perché) sei liberissimo di farlo, ma quando facebook te lo chiuderà – e lo farà, stanne certo –  vai a lamentarti da qualcun altro perché da me riceverai il trattamento che mi riservava mia madre quando mi lamentavo di un rimprovero di un insegnante se non avevo studiato: “Daniela: incassa e stai zitta o ti finisco io”.

Hai comprato una parte dei tuoi fan

Sarei curiosa di sapere cosa stavi pensando mentre partorivi questo colpo di genio. Pensavi di far colpo sugli utenti mostrando un numero elevato di fan? Non mi risulta che ci sia una relazione tra lo stupore dei naviganti e quello della generazione di lead, ma magari tu riuscirai a smentirmi. Oppure avevi bisogno di una botta di autostima? In caso conosco degli ottimi counselor, e psicologi, e anche psichiatri al bisogno. Basta chiedere. Se hai capito che  una pagina facebook serve a creare interazione, conversazione, a far sentire il cliente parte attiva della creazione di valore del tuo brand, non ci sarà bisogno di avere al seguito una moltitudine spalmata su scala mondiale, ma sarà più opportuno avere un numero di seguaci più esiguo ma veramente interessato, targettizzato e geolocalizzato.

Trascuri la fan page

Eh eh, non si fa, lo sai. Prova a metterti nei panni dei tuoi fan, di chi ti segue e si aspetta qualcosa da te… Come ti sentiresti se all’improvviso non ci fossero più aggiornamenti? Ti sentiresti trascurato e abbandonato, non credi? Non pensi che perderesti la fiducia in colui in cui l’hai riposta? Il rischio è di perdere i fan per strada (togliere un like è un attimo) e, ancor peggio, che questi si mettano a parlar male di te e generino un sentiment negativo attorno al tuo brand. La costanza è faticosa? Si, ne abbiamo già parlato, e qui ti ho anche spiegato come fare a eludere il problema, ma in prima battuta sei tu che devi esserci con la testa, esattamente come sei durante la giornata di lavoro nel tuo esercizio, non un momento sì e uno no, indipendentemente dalle altre tue occupazioni.

Non rispondi ai commenti o li cancelli

Questo potrebbe inserirsi nel peccato a monte perché è comunque una forma di trascuratezza: i tuoi fan ti parlano, quindi interagiscono con te dandoti la possibilità di conoscere i loro gusti, le loro esigenze e le loro problematiche, informazioni utilissime per il tuo brand, e tu che fai? Non rispondi. Mia mamma, ferrea paladina della buona educazione (e strenua sostenitrice delle vie brevi), mi avrebbe sculacciato. Io ti dico: fermati a riflettere.  Vogliamo aggiungere che magari hai ricevuto un commento negativo e per far prima lo hai cancellato? Fantastico! Hai perso la migliore occasione di confronto e di crescita. I commenti non si cancellano MAI, salvo insulti, ingiurie o minacce per i quali esiste un organo competente, ma si utilizzano per uno scambio di opinioni che può essere molto più costruttivo di tante lodi.

Ti infiammi in fretta.

E’ vero, a volta certi commenti fanno scappare la pazienza a un santo. A me lo dici? Ma l’aplomb nella gestione della crisi fa la differenza: mantieni un tone of voice fermo ma rispettoso, NON alzare MAI la voce, non mostrarti spazientito o indispettito. Sii personale ma equilibrato, cortesemente fermo, non consentire alla rabbia di renderti cieco e sordo. Inoltre sii sensibile alle giornate particolari come in caso di commemorazioni o lutti nazionali: sii rispettoso e rivedi la tua programmazione. Meglio tacere che passare per superficiali irriverenti.

Utilizzi la pagina come fosse il tuo profilo

La pagina rappresenta il tuo brand: il tuo negozio, il tuo ristoranteLa pagina non sei tu, per te c’è il profilo personale. Foto di famiglia, opinioni personali, orientamenti religiosi, politici, sessuali sono tuoi, non della pagina, non è quello il luogo dove manifestarli (e magari cerca di essere equilibrato anche sul tuo profilo, male non ti farà): sulla pagina si parla di lavoro. Foto? Si, ma di prodotti, di luoghi, di persone che ruotano attorno all’azienda. Opinioni? Vision e mission, e considerazioni che abbiano a che vedere con il settore di pertinenza. Il tuo ego lascialo fuori, trovagli un posticino comodo e coltivatelo come preferisci, ma fuori dalla fan page.

Scrivi un post e lo replichi tale e quale su tutti i social network del globo terracqueo

Hai la tua pagina facebook? Sei lì con la testa? Restaci! Ogni social network non ha solo le sue regole, ma anche il suo stile, le sue modalità di espressione e di struttura di comunicazione, ognuno è diverso perché ha scopi diversi: lo stesso post non può andar bene per tutto. Un esempio? Talvolta puoi usare la carta igienica per soffiarti il naso, ma per quello scopo esistono i fazzoletti, la carta igienica è destinata ad altro. Si può fare una volta, ma non sempre, o passerai per un incapace poco presente e niente affatto propositivo.

Crei un evento nella tua città ed inviti persone a mille km di distanza

Ne hai mai ricevuto uno? Di inviti a mille km di distanza intendo. Immagino di si. Fammi indovinare:

  • l’hai ignorato
  • hai cliccato su Non parteciperò
  • hai scritto sulla bacheca “sarò con voi col cuore”

In qualunque caso il risultato è il medesimo: l’inutilità totale del messaggio e la stizza di chi lo riceve, che ne sarebbe anche interessato ma che inevitabilmente non può partecipare.

Parli solo ed esclusivamente di te

Vogliamo riparlare di quanto danno fa risultare noiosi? Lo abbiamo già fatto qui ma vorrei aggiungere di non confondere la promozione con l’autocelebrazione, e che non c’è miglior promozione che ottenere la stima delle persone che, per chiudere il cerchio, non te la attribuiranno se parli monotonamente solo di te.

Pubblichi hashtag come se non ci fosse un domani

La forza degli hashtag su facebook  non è certo quella che hanno su twitter, dove gli utenti li utilizzano con frequenza assidua da sempre, ma cominciano a farsi strada anche sulla piattaforma blu. Questo non significa che devi sentirti legittimato a inventare hashtag e a utilizzarli in modo improprio, tipo scrivere una frase intera tutta per hastagh o a dare libero sfogo alla tua creatività costruendone di improbabili. Cerca in rete se quello che hai in mente esiste già o no, e prima di lanciarne uno nuovo rifletti sulle sue possibilità di vita e di sviluppo

Metti Mi Piace ai tuoi post e alle tue foto.

Questa è proprio da bacchettata sulle mani. Dirsi mi piace da soli è la pratica più miserabile che ci sia. Credo che non meriti nemmeno una spiegazione. Non farlo se non vuoi renderti ridicolo.

Inviti cani e porci a mettere Mi Piace alla pagina

Avere un buon numero di fan è importante, ma come abbiamo detto e ripetuto fino allo sfinimento, non si vince nulla se il numero è più alto o più basso. Quando inviti gli amici a cliccare sul pulsantino Like pensa a chi lo stai chiedendo: hanno realmente un interesse alla pagina? Questo interesse li porterà ad interagire con essa e quindi con te? Se la risposta è no, risparmiati la fatica.

And last but not least: tagghi millemila persone nei post

Va bene, per una volta sei legittimato ad apostrofarmi con un “senti da che pulpito viene la predica!” L’ho fatto anch’io, come dicevo all’inizio, ma l’ho fatto una sola volta (forse due). E’ invadente e da fastidio: al povero taggato si inonda la bacheca di commenti, viene travolto dalle notifiche, si scoccia e alla fine non legge neanche più. Meglio un bel messaggio privato o se si è in confidenza un post in bacheca, ma i tag multipli no, rinucia!

Allora dimmi: tra le cose elencate in quali sei caduto almeno una volta? Sii onesto però, perché in reltà io non voglio sapere la risposta, ma se la darai a te stesso non potrà che giovare alla gestione della tua fa page.

E quindi adesso ripeti con me: non lo faccio più, promesso!

Invece sai cosa mi piacerebbe sapere davvero? Vorrei che tu mi dicessi, qui nei commenti, cosa ti piacerebbe (o che avresti bisogno di) approfondire, quale tematica o problema, di cosa vorresti che ti parlassi ancora o ex novo.

Me lo dici?

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