Daniela Patroncini

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Un po’ di storia

daniela patronciniSarebbe stato tutto veramente più semplice se dopo la maturità classica, conseguita approssimativamente nell’era glaciale, avessi avuto la possibilità di studiare ciò che mi affascinava da quando ero bambina cioè quelle che si chiamavano Pubbliche Relazioni e che oggi rientrano nel mare magnum della Comunicazione.

I computer erano enormi armadi lampeggianti lontanissimi dalla portata dei comuni mortali, internet era un concetto astruso, la rete era solo quella da pesca o per recintare i pollai…

Insomma: sono nata dall’ancestrale mondo analogico dove per comunicare si parlava con le persone in piazza, per incontrare gli amici si suonava il campanello di casa loro senza prima avvisare e – solo se si era particolarmente evoluti – si possedeva il telefono fisso. Il cellulare era il mezzo di trasporto per trasferire i detenuti e lo smartphone… beh, quello era un termine che sarebbe stato utile solo per fare uno scherzo a un amico che non conoscesse l’inglese (cioè quasi tutti), le foto erano in bianco e nero e anche la tv dove si guardavano primo, secondo, svizzera e capodistria.

In realtà non era davvero l’era glaciale quella della mia maturità, ma solo una trentina di anni fa, anche se sembra che ci sia una vita in mezzo. Una vita che mi ha portato a fare esperienze molto eterogenee che mi hanno plasmato e formato in maniera poco accademica ma molto, molto concreta ed elastica.

Dopo l’università – Lettere Moderne dopo una parentesi ad Architettura –  mi sono dedicata al teatro per molti anni occupandomi di promozione e di formazione prima di intraprendere una esperienza imprenditoriale-commerciale legata a un grande brand italiano. Nel frattempo ho affrontato la sfida del terzo settore e del volontariato esercitato ad alti livelli e con budget risicatissimi, una palestra a dir poco straordinaria per mettersi alla prova, fino a che…

…fino a che ho deciso che era ora di fare quello che avevo sempre desiderato fare: occuparmi di comunicazione.

Ho lasciato tutto il pregresso e nel 2009 ho accettato una collaborazione all’interno di una agenzia di comunicazione di Parma, dove fortuna ha voluto che incontrassi colui che mi ha spalancato le porte del web 2.0 e indicato la strada che mi ha portato dove sono oggi.

Ho ricominciato. Ho preso le esperienze che ho fatto una ad una e ne ho tratto ciò che mi serviva, ciò che sarebbe stato utile al lavoro che stavo intraprendendo, scoprendo che il mio bagaglio di competenze era molto più grande e significativo di quanto immaginassi. Le ho mescolate a una montagna di ore di studio, ho riorganizzato tutto e “ristrutturato casa”.

 

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 Chi sono oggi.

 

Questa sono io, proprio così: curiosa, mai sazia, innamorata della rete.

Appassionata e positiva, propositiva e tenace, ho sempre un progetto in fieri, un’idea che ne rincorre un’altra, un piano B.

Amo l’arte, la bellezza e l’intelligenza. Sono affascinata dalle sfide ma ho fatto del buon senso il mio migliore alleato.

Detesto gli ipocriti, i falsi modesti e gli arroganti. Non tollero la disonestà intellettuale.

Mangio poco, dormo poco, corro molto. E intanto penso. Insomma: un fiume in piena.

 

 

Hanno detto di me

 

Dedicarsi agli altri non è azione comune: tra le varie doti necessarie (pazienza, intuizione, capacità di trasformare una bella idea in qualcosa di reale, capacità di mediare) quella più importante e rara consiste nell’essere capaci di trovare una motivazione che sia diversa da quelle più immediate come denaro, ambizione, possibilità di far carriera. Quando Daniela Patroncini ha dedicato il suo tempo a GsD onlus ha dimostrato di possedere questa dote trovando la giusta motivazione nel piacere di aiutare chi le stava accanto e ricavando soddisfazione dal sorriso che accompagna quanti avvicinandoti trovano in te la risposta ai loro bisogni.

Ora, occorrerà prima o poi ammettere che questo talento, perché di talento si tratta, non è qualcosa che compaia nella vita all’improvviso per poi sparire senza lasciare traccia, ma un modo d’essere che non aspetta altro che l’occasione giusta per emergere.

A.Fatigati – Presidente GsD onlus 1999-2009

 

 


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