Scuola e cultura digitale: un giorno al liceo.

Suono della campanella. Prime due ore.

Sessanta facce che a quest’ora si fa fatica a definire sveglie mi guardano e aspettano, felici da una parte di saltare le ore di matematica o di latino e perplesse dall’altro sapendo che dovranno per forza stare attente perché poi ci sarà un saggio breve da redigere. Per la serie: “E adesso questa cosa ci racconta che noi già non sappiamo?”

E’ un Liceo Scientifico, classi dalla prima alla quinta. Mi conoscono quasi tutti visto che sono la mamma di una loro compagna, ma nessuno credo abbia idea né di che lavoro io svolga, né che cosa faccia lì durante le Giornate di Studio nonostante il titolo del mio intervento reciti “La rete: caderci dentro o imparare a usarla? Conoscere i rischi e le opportunità del web per costruire il nostro futuro.”

Ma in effetti cosa ci faccio qui?

Le scuole le bazzico da sempre. No, non nel senso di frequentarle da alunna, ma nel senso di entrare nelle scuole a spendere le mie competenze per una attività non curricolare. In parole povere: non sono un’insegnante e confesso che nemmeno da bambina mi piaceva fare la maestra né ho mai avuto la tentazione di inserirmi nel mondo dell’insegnamento, ma ciò nonostante non posso neppure negare che ho sempre amato moltissimo entrare nelle classi da esterna e accompagnare i ragazzi in qualche percorso che non fosse appannaggio del programma ma che fosse loro utile a scoprire nuovi mondi e nuove possibilità.

Invece non è una novità che quasi quotidianamente io accenda una discussione su quanto male vengano utilizzate la rete e i social network, sul fatto che le aziende non siano social oriented, che i titolari spesso non distinguano un professionista da un cuggino (a scanso di equivoci grammaticali il cuggino con due G è sinonimo di chi millanta una competenza che non ha ma le spara grosse per far colpo, leggi la definizione su Wikipediae che ci sia bisogno di fare cultura civica digitale: prendetela pure per una fissa ma pensare di cambiare una mentalità dall’oggi al domani – ed è questo il problema in cui spesso si imbatte chi fa il mio stesso mestiere – non è impresa semplice, ma tutto sarebbe più facile se si cominciasse a parlare di digitale nelle scuole, a rendere consapevoli i ragazzi e i giovani della rivoluzione che stanno vivendo senza nemmeno accorgersene e a metterli di fronte alle opportunità che la rete offre. Diventerebbe un percorso naturale, come imparare ad andare per strada…

Insisti oggi, insisti domani, sono stata arruolata al Liceo Scientifico S.Gregorio Magno per fare un intervento durante le due giornate annuali dedicate all’approfondimento, e quindi eccomi qui.

Daniela Patroncini - #facebook #culturadigitale

Parlare in pubblico per me non è mai stato un problema, relazionarmi con i ragazzi neppure, l’argomento è il mio pane quotidiano ma confesso che questa “lezione” non la affronto a cuor leggero: loro appartengono alla categoria dei nativi digitali, al posto delle vene hanno la rete e internet al posto del sangue… c’è qualcosa che posso dir loro che non suoni banale o spocchioso? Qualcosa che li stimoli a fare e a farsi delle domande sul loro futuro?

Ci ho pensato per giorni a questa cosa e poi… come sempre, all’improvviso, ho trovato la strada. Sì, insomma, quella stessa strada che utilizzo ogni giorno sui social network: raccontare. Raccontare e interagire. Raccontare di me, raccontare il loro presente come se fosse una storia, e lo stesso fare per il loro futuro.

E ha funzionato. Due ore abbondanti e non se ne è addormentato nemmeno uno! [al_icon icon=”smile-o”]

Loro sono stati bravissimi: mi hanno ascoltato con attenzione, mi hanno scrutata, indagata, hanno fatto domande, dato risposte e persino preso appunti nonostante avessi proposto di non farlo (ma il saggio breve era lì in agguato… mannaggia!). Mi hanno seguito mentre toglievo il velo alla loro vita quotidiana e mostravo a loro, stupefatti, il loro mondo. Un mondo che non sanno di vivere.

E’ questo che mi ha colpito: usano la tecnologia, quella che solo 10 anni fa non ci sognavamo nemmeno, quella che per noi era fantascienza,  senza sapere minimamente cosa hanno per le mani, né sotto l’aspetto delle possibilità né sotto quello dei rischi, ma soprattutto non sono consapevoli del fatto che tutto questo sta già condizionando il loro futuro. Non sanno, non conoscono, ma come dar loro torto? qualcuno glielo ha mai insegnato?

Usano senza sapere, e questo non è MAI una bella cosa. Rischiano i propri dati, rischiano già la propria reputazione magari soltanto un po’ frenati dalla famiglia che ne sa ben meno di loro e che proprio per questo demonizza ad esempio i social network. Ma questo ci sta: per chi è nato negli anni 60-70 non è anormale fare fatica ad entrare nella mentalità digitale, fidarsi di qualcosa che non si comprende fino in fondo, ma ciò che non si conosce, si sa, si teme. Il risultato qual è? La paura porta all’immobilismo, non allo sviluppo, con la particolarità però che il mondo e la tecnologia vanno avanti ugualmente e chi si ferma ne verrà inesorabilmente travolto.

Diverso è conoscere, sapere, scoprire! Conoscere ci rende liberi di scegliere e questo fa la differenza.

Ecco che allora è ancora più importante fare cultura digitale: con i giovani per far comprendere loro il passaggio di cui sono stati protagonisti senza rendersene conto e le possibilità che questo nuovo corso porta con sé e, ancor prima, con le famiglie, affinchè li accompagnino per mano in sicurezza incoraggiandoli ad approfondire, a usare adeguatamente le risorse che hanno a disposizione.

Per quanto mi riguarda, e ho avuto la possibilità di fare, ho cercato di dare ai ragazzi e agli insegnanti presenti la mia vision di cosa sia abitare la rete e ho voluto lasciare loro questo messaggio

Daniela Patroncini - Vivere la rete - #slide #network

Ha funzionato? Non lo so. Ma al termine un allievo di quinta mi ha detto: “Grazie. Mi aspettavo il solito intervento anti-social e invece ho scoperto un mondo”.

Che dire? Nulla. Non ho bisogno di altro per essere soddisfatta.

 

 

Ringraziamenti

Questa esperienza è stata possibile grazie all’attenzione che il Liceo Scientifico S.Gregorio riserva ai suoi allievi, persone innanzitutto e poi studenti, cura di cui ringrazio profondamente. 

Ringrazio in un capitolo a parte Rudy Bandiera e il suo modo di fare cultura digitale, che mi ha incoraggiato a portare avanti una battaglia da cui noi abbiamo il dovere di far uscire vittoriosi i nostri figli.

 

 

 

Sei un genitore o un insegnante e sei interessato ad attivare un incontro come questo nella tua scuola?

Scrivimi a patroncinid@gmail.com, sarò lieta di aiutarti a realizzarlo.

 

 

 

 

 

Curiosa, mai sazia, innamorata della rete. Social Media Manager non per caso ed Event Manager da una vita. Poco accademica e molto pragmatica, positiva, propositiva e tenace, ho sempre un progetto in fieri e un piano B. Mangio poco, dormo poco, corro molto. E intanto penso.

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Visita l’archivio dei post

Seguimi su Facebook

Seguimi su Twitter

Accerchiami su Google+

Seguimi su Linkedin

#adotta1blogger

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Privacy Policy

Copyright 2015 by Daniela Patroncini. P.Iva 02649220353. All right reserved. This site is proudly powered by Viola Zaccari

Copyright ® Daniela Patroncini - 2018 - Piva 02649220353 - Privacy Policy - Cookie Policy